Le piante protette


Le piante protette sono individuate nell'articolo 4 della Legge regionale n. 2 del 1977; sono state rilevate per diversi anni in un progetto di collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna e la Delegazione regionale dell'Associazione italiana per il World Wildlife Fund.

In accordo con il metodo seguito per l'Europa centrale (cfr. Niklfeld, 1971) e adottato di fatto anche in Italia (Poldini, 1991), i dati sono inseriti in un reticolo cartografico di 5' long. × 3' lat., corrispondenti a circa 37 Kmq. Il territorio reggiano è costituito da 87 moduli geografici compresi del tutto o in parte.

Questa ricerca (Alessandrini e Bonafede, 1996), che ha coinvolto moltissimi volontari, grazie alla diretta, accurata e omogenea esplorazione del territorio, ha prodotto molti risultati. Tra questi, in parte anticipati in Ferrari et Al. (1993) e in Alessandrini e Zanichelli (1994) sono da ricordare: il decisivo incremento quantitativo e qualitativo delle conoscenze, la migliore conoscenza della distribuzione delle piante rare, il rinvenimento di entità nuove per la flora regionale o per quella reggiana e l'individuazione di aree d'importanza conservazionistica non conosciute in precedenza.

Tab. XIV. Cartografia Floristica
Corrispondenza tra i Quadranti, La Carta Tecnica Regionale, i principali Toponimi, le Quote Minima e Massima, le Differenze di Quota e il Numero di entità protette rilevate.

AREA Q CTR Principali toponimi QMIN QMAX dH NSpec
1328 4 200140 Quattro Castella, S. Polo 150 400 250 24
1329 1 200110 Cavriago, Ghiardo 75 100 25 8
1329 3 200150 Vezzano, Montecavolo 100 350 250 14
1329 4 200160 Albinea, Borzano 75 250 175 2
1428 1 218010 Ciano d'Enza 200 550 350 17
1428 2 218020 Rossena, Casola Canossa 250 700 450 29
1428 3 218050 Piagnolo, Vedriano 250 700 450 34
1428 4 218060 Leguigno, Pianzo 400 700 300 25
1429 1 218030 C. del Lupo, Casola Querc., Pecorile 200 600 400 35
1429 2 218040 Gessi, Rondinara 150 500 350 44
1429 3 218070 Casina, Pulpiano 300 700 400 29
1429 4 218080 Viano, S. Pietro Querciola 200 650 450 35
1430 1 219010 Casalgrande, Montebabbio, Scandiano 100 400 300 30
1430 3 219050 Castellarano 150 450 300 26
1430 4 219060 (prevalentem. Modenese) 150 400 250 4
1527 2 217120 Gottano 350 1000 650 32
1527 4 217160 Gazzolo, Ramiseto, Cerreggio 450 1150 700 46
1528 1 218090 Vetto, Cola 350 850 500 27
1528 2 218100 Marola, Felina 400 800 400 28
1528 3 218130 Castelnovo ne' Monti 450 1000 550 51
1528 4 218140 Gatta 400 950 550 30
1529 1 218110 Carpineti, Onfiano 350 900 550 44
1529 2 218120 Valestra, Baiso 250 800 550 23
1529 3 218150 Cavola 350 850 500 33
1529 4 218160 Cerredolo 250 850 600 14
1530 1 219090 Roteglia 200 650 450 8
1626 2 234020 (prevalentem. Parmense) 750 1750 1000 12
1626 4 234060 M. Acuto 1300 1750 450 29
1627 1 234030 Valbona, Succiso 600 1450 850 41
1627 2 234040 Busana, M. Ventasso 550 1700 1150 73
1627 3 234070 Alpe di Succiso, Passo del Cerreto 850 2000 1150 57
1627 4 234080 Cinquecerri, Collagna 650 1800 1150 72
1628 1 235010 Sologno, Talada (Gessi triassici) 450 1100 650 61
1628 2 235020 Villa Minozzo, Poiano (Gessi triassici) 400 1000 600 28
1628 3 235050 M. Prampa, Ligonchio 600 1750 1150 56
1628 4 235060 Novellano, Febbio 550 1600 1050 46
1629 1 235030 Toano 400 900 500 18
1629 2 235040 Massa, Ponte Dolo 300 900 600 3
1629 3 235070 Gova 500 1400 900 9
1727 1 234110 L. Cerretano 1300 1850 550 29
1727 2 234120 Ospitaletto, M. Ischia 1100 1850 750 44
1728 1 235090 M. Cusna, M. Belfiore 1000 2100 1100 59
1728 2 235100 Civago, M. Ravino 750 1950 1200 60
1728 4 235140 La Romita 1000 1950 950 41
1729 1 235110 (prevalentem. Modenese) 650 1350 700 5
Nella Tab. XIV, relativa ai quadranti a monte della Via Emilia, sono sintetizzati i dati significativi di ciascun quadrante: la sinonimia con la Carta Tecnica regionale, l'altitudine minima e massima, la differenza di altitudine, il numero di entità protette. Nella Fig. 2 è ben evidente il rapporto tra ricchezza floristica e differenze di altitudine nel quadrante.
Fig. 2. Relazione tra la differenza d'altitudine nei quadranti (dH) e il numero di entità protette presenti.

Le entità protette rinvenute, considerando solo quelle di sicura identità con l'esclusione di alcune spontaneizzate (es.: Narcissus jonquilla o Vinca major), estinte (Spiranthes aestivalis) e non ritrovate (Saxifraga cuneifolia), sono 121; si tratta della maggior concentrazione provinciale registrata per la regione. Gli esiti della ricerca, con riferimento al Reggiano, offrono alcune conclusioni:

1. La pianura, con alcune eccezioni (Leucojum aestivum e Nymphaea alba), è l'area meno dotata; ciò dipende in parte dall'elenco delle entità protette, in prevalenza formato da piante a distribuzione collinare e montana, ma è sicuro indizio di grande impoverimento floristico; l'argomento è stato già analizzato.

2. Esiste, per la zona a monte della Via Emilia, una chiara relazione tra il numero di entità e il range altitudinale compreso nell'area. In particolare, la differenza di altitudine esplica il massimo di azione diversificante se è collocata in modo da ricomprendere diverse fasce climatiche (si veda ad es. il quadrante del Ventasso).

3. La maggioranza delle entità protette è rara o molto rara. Questa caratteristica è indizio di elevata diversità ambientale.

4. Tra le aree più qualificate emerge la media Valle del Secchia che presenta in assoluto la maggior concentrazione di specie protette nella fascia collinare dell'intero territorio regionale.

5. Nel Reggiano si presentano le maggiori concentrazioni a livello regionale, con le punte massime nell'area del Ventasso e dell'Alpe di Succiso.

Fig. 3. Classi di frequenza/rarità delle entità protette.
In ascissa le classi di numero di quadranti di presenza e in ordinata il numero di entità che rientrano nella classe. Ciascuna colonna è proporzionale al numero di specie presenti. Le entità rare e molto rare (classi da 8 a 14 e da 1 a 7 quadranti) sono prevalenti.
La ricerca di cui si parla ha avuto un altro risultato importante: ha reso possibile analizzare il comportamento della "rarità" nel territorio regionale. Il grafico della Fig. 3 è stato costruito riunendo le specie protette in classi di frequenza/rarità e illustra con chiarezza che le specie definibili "rare" e "molto rare" sono quelle prevalenti. Nel caso della flora reggiana, la presenza nei quadranti varia da un minimo di 1 (massimo della rarità) a un massimo di 36 (minimo della rarità). Dividendo questo range in 6 classi corrispondenti a intervalli all'incirca eguali (cioè: >= 36, fra 35 e 29 e così via fino alla classe di maggior rarità: da 7 a 1), si ottiene l'andamento raffigurato nell'istogramma. Esiste un nesso molto evidente tra rarità e diversità: in territori monotoni le specie sono in prevalenza "comuni"; nel caso di territori a elevata diversità ambientale, come il Reggiano, la flora è dominata da specie "rare".