I dati generali: gli ambienti


Sono elencati gli ambienti in cui la pianta gravita, dedotti da opere generali, con semplificazioni e adattamenti alla situazione reggiana; tra parentesi sono aggiunte eventuali precisazioni.

Manca purtroppo uno standard condiviso e consolidato per la descrizione degli ambienti; di grande efficacia a questo proposito l'approccio qualitativo proposto da Arrigoni (1992) che individua "elementi ecologici" in analogia agli "elementi o tipi corologici". Approcci quantitativi sono: in Landolt (1977) che, in riferimento alla flora svizzera, sviluppa "indici ecologici" in grado di descrivere il comportamento rispetto a diversi fattori: la luminosità, il pH, la granulometria, ecc.; in Rameau et Al. (1989 e 1993) che, con riferimento alla flora forestale francese, rappresentano le esigenze ecologiche sotto forma grafica bidimensionale rispetto ai fattori "umidità" e "acidità".

L'elenco degli ambienti è stato stilato secondo criteri diversi, a volte in base a categorie vegetazionali fisionomico-strutturali (boschi, prati), o in base a fattori ecologici generali (l'acqua, la luce), o particolari (la salinità), o su tipi geomorfologici (calanchi, rupi, scarpate), ecc.
Si è cercato di individuare, per quanto possibile, gli ambienti più tipici; l'elenco non è quindi esaustivo; inoltre non sono pochi i casi, soprattutto per specie ad ampia distribuzione altitudinale, di sensibili differenze di ambiente; ad esempio, piante che nella collina sono tipiche dei boschi e nella fascia montana si trovano in ambienti aperti.
Per queste ragioni quindi, a differenza di quanto avviene per gli elementi corologici e le fasce altitudinali, non sono per ora state eseguite elaborazioni statistiche sull'argomento.

Alcune precisazioni e avvertenze sui criteri seguiti nell'uso di alcuni termini:

Boschi: sono comprese tutte le formazioni forestali (compresi i cedui); si tratta quindi, di querceti nella fascia collinare e di faggete in quella montana. Boschi chiari: boschi aperti e luminosi (spesso querceti).

Margini: cenosi del margine del bosco; nel caso di boschi chiari queste piante penetrano all'interno della compagine; nella fascia montana: Alte erbe.

Radure: cenosi prative circondate da foresta; si creano condizioni di suolo e luminosità intermedie tra quelle forestali e quelle di prato.

Boscaglie, Cespuglieti, Macchie: derivano spesso dall'abbandono di pascoli, caratterizzati da piccoli alberi e/o arbusti in formazione discontinua e da un continuum di formazioni prative. Le boscaglie fluviali sono invece molto povere, lineari, con molte avventizie; sono formate da Salici.

Prati: comprende anche i pascoli; gruppo di ambienti molto diversificati, da prati umidi (fino a torbiere) a prati aridi fino a sassosi o pietrosi.

Pratelli: formazioni erbacee discontinue con molte specie annuali.

Garighe: formazioni discontinue su suoli acclivi caratterizzate da arbusti nani mediterranei; soprattutto nella fascia collinare.

Rudereti (incolti): grande gruppo di formazioni vegetali, discontinue e instabili, spesso legate all'attività dell'uomo; in alcuni casi dominate da specie annuali, anche commensali delle colture; specie di suoli ricchi di nutrienti; ecc.

Pendii, Scarpate: ambienti a forte acclività, in attiva erosione.

Fanghi: ambienti con presenza temporanea di acqua, spesso laterali ai corsi d'acqua e interessati dalle piene; vegetazione a piccoli Cìperi.

Rive: ambienti (lineari) di passaggio tra acqua e terra; caratterizzati in pianura da piante di ripa (elofite).

Torna all’inizio