L'àmbito geografico

Sono trattate tutte le specie e le entità infraspecifiche note per la Provincia di Reggio Emilia nei suoi attuali confini amministrativi (Fig.1: 100 KB); sono citate anche le piante la cui presenza è dubbia in quanto segnalate per errore e quelle per le quali non è possibile una corretta identificazione secondo le classificazioni attuali.
Alcune entità, per quanto segnalate nei contributi dedicati al Reggiano, non sono state riportate perché riferite a località extraprovinciali dell'Oltrepò mantovano (San Benedetto Po, Quistello, Revere, ecc.) oppure toscane (Sassalbo); sono invece riportate le poche notizie relative a Suzzara, località lungo il Po ma confinante con il Reggiano.

Merita un ragionamento a parte il toponimo Alpe di Mommio che compare molto spesso nei lavori ottocenteschi di Autori toscani ed è stato fonte di non poche confusioni. Oggi esso indica con precisione una vetta minore dell'Appennino lucchese-reggiano. Con questa stessa denominazione Caruel, nel "Prodromo della Flora toscana" intendeva invece il Monte Prado, un monte diverso e di grande importanza floristica; lo stesso Caruel nel "Supplemento al Prodromo ..." chiarisce la questione. Altri Autori invece con Alpe di Mommio intendono l'Appennino lucchese- reggiano in senso generale; lo stesso CAS1 [La spiegazione delle sigle si trova nella Bibliografia] afferma che con "tale denominazione spesso si intende la parte dell'Appennino compresa tra il Passo della Gabellina (noto oggi come Passo del Cerreto) e il Prado".

GIP1 e GIP2 la intendono in modo corretto, almeno laddove parlano di "Lago Cerretano nell'Alpe di Mommio" riferendosi quindi soprattutto alla Nuda e più in generale alla parte di crinale compresa tra i valichi del Cerreto e di Pradarena.
Nel trascrivere le segnalazioni si è cercato di discriminare quanto è relativo alla linea di crinale e al versante settentrionale dell'Appennino da quanto invece si riferisce alla Toscana; in particolare sono state escluse le citazioni di specie altocollinari o montane per le quali mancano conferme successive certe.

Non è stata considerata reggiana nella maggior parte dei casi la generica dizione "Appennino Fivizzanese" nell'uso che ne fanno i corrispondenti di Bertoloni (P. Savi, Narducci e Calandrini) anche se potrebbero essere attribuite al "Monte Prado nell'Alpe di Mommio".

Gli studi più recenti hanno comunque chiarito per gran parte i dubbi sulla reale distribuzione delle piante nell'alto Appennino tosco-emiliano.