Fagaceae
Castanea sativa Miller - Castagno
[Illir; Coltiv.] Collina-Montagna; Boschi
CAS1, 48: Montericco, Albinea presso il Castello, Piubello, Mucciatella, Monti delle Quattro Castella, Paullo, Casina, Viano, Monte Luccino, Valestra, Marola (dove se ne trovano boschi estesissimi ed un esemplare vecchissimo e di grandi dimensioni presso l'antica Abbazia), Miliara, Leguigno, Carpineti (anche CrCas); Cervarezza, ecc. PAS, 266: Gessi reggiani. B1, 5: parte più bassa della formazione. B3, 9: M. Rosso, M. Cafaggio, M. Carù, Schiocchi, Tanone gr. della Gacciola, Busana (aren. e carn.), Cervarezza (aren.), diffuso. AL9, 220: M. Carù presso Budriotto e fino alla vetta, M. Gebolo, Ca' Rabacchi. CEF, 135: Bosco del Rio Lavacchiello (Albinea). BR1, 2: Parco Flora di Cervarezza. AL11: media valle dell'Enza (invaso di Vetto). MR: Torr. Campola Fosso Faieto.
Fagus sylvatica L. - Faggio
[Eur] Collina-Montagna; Boschi
RE1, 22: Selva del Pizzetto sul Ventasso. GIP1, 172: Civago. CAS1, 48: Cerreto, Sommità di Monte Fosola a sud di Felina, Monte Prampa, Falde del Cusna, Febbio, Ronco Pianigi, Monte Orsaro, Asta, Falde del Ventasso, Cervarezza, Collagna, Falde dell'Alpe di Mommio, del Monte Cavalbianco, Pradarena, Valico del Cerreto, Falde del Monte Casarola (anche CrCas), ecc. B3, 9: Passo del Cerreto, Gabellina (morena). FER7, 45: crestone ovest del M. Ventasso, esp. nord, su arenaria; 61: Passo del Cerreto, faggeta, 1300 m; 62: M. La Nuda pendici settentrionali, 1600 m; ecc. AL9, 221: Sorg. di Poiano, base di M. Carù, M. Cafaggio, tra Primaore e il Secchia (anche Branchetti), ecc. BR1, 2: Parco Flora di Cervarezza. AL11: media valle dell'Enza (invaso di Vetto). UZ: Carpineti. MR: Torr. Campola Fosso Faieto.
Costituisce le più estese formazioni forestali della provincia reggiana, comprese tra i 1000 e i 1600 (1800) m. Per gran parte si tratta di boschi molto semplificati; nel Demanio forestale regionale (es. in Val d'Ozola) e in alcuni Usi civici (es. nel Riarbero al Bottaccio) sono presenti faggete di grande bellezza.
Quercus L.
Genere molto diffuso che caratterizza e domina la vegetazione, potenziale o attuale, della pianura e della collina. La classificazione e la considerazione delle diverse entità hanno subìto cambiamenti notevoli nel corso del tempo, soprattutto nel gruppo Q. robur, tanto che spesso le segnalazioni bibliografiche sono poco utili.
Questo gruppo (comprende anche la Rovere e la Roverella) a causa della grande facilità d'ibridazione dà origine a individui e popolazioni di incerta identità. Individui puri di Rovere ad es. sono rarissimi. Più differenziata appare la Farnia, meglio segregata dal punto di vista ecologico e geografico.
A queste difficoltà si aggiungono i problemi nomenclaturali; la Roverella un tempo era inclusa nella Rovere e confusa con la Farnia. Quercus robur non è la Rovere; Quercus petraea non ha nulla a che fare con ambienti pietrosi, essendo al contrario specie mesoigrofila delle pianure...
La stessa Roverella appare tanto variabile da lasciar intuire che al suo interno siano mescolate e poco riconoscibili diverse stirpi, a volte con caratteri abbastanza costanti e diffusi; ad esempio nella zona soprastante Cinquecerri domina una forma con foglie più coriacee, che restano verdi fino ad autunno inoltrato, picciolo spesso rossastro e rametti dell'anno lucenti e quasi glabri.
La bibliografia sull'argomento è sterminata e scoraggiante; lavori utili al riconoscimento e recenti sono, oltre alla trattazione di PIGN2: Gellini (1985): 34-70; Gellini et Al. (1992).
Quercus cerris L. - Cerro
[EuMed] Pianura-Collina; Boschi, Boscaglie
RE1, 11: scendendo da Bismantova; 22: Selva del Pizzetto sul Ventasso. GIP1, 173. CAS1, 47: Giandeto, Castelnuovo ne' Monti, ecc. (CrCas); Cerrè Marabino, Vetto, Ramiseto, ecc. B1, 5: parte più bassa della formazione. B3, 9: M. Rosso, M. Carù, M. Caldina, Talada (gesso), Poiano (gesso), Cerrè, Schiocchi, diffuso. B4, 502: Rossena. AG, T: M. Corvo, M. Beleo, Coste di Beleo. IBC: Pietra di Bismantova. AL9, 221: M. Gebolo, M. Rosso, Ca' Rabacchi, M. Merlo; molto diffusa e talora dominante. ALBR2, 220: presso Ca' del Vento. CEF, 135: Bosco del Rio Lavacchiello; 136: Bosco del Rio Coviolo (Reggio E.). BR1, 6: Parco Flora di Cervarezza. AL11: media valle dell'Enza (invaso di Vetto). MR: Torr. Campola Fosso Faieto.
Quercus crenata Lam. - Cerrosughera
[EuMed] Collina [Pr] Boschi, Margini
[Q. pseudosuber] AL9, 221: il Monte di Talada verso N pr. Casale. ALBR2, 213: tra Busana e Marmoreto, 825 m; pr. S. Valentino, 270 m; nel bacino di Rio Campovecchio, Montebabbio, 325 m; vers S. di M. Corna, 0.5 km W Miscoso, 900 m; tra Marmoreto e Ca' dei Manari. BR1, 6: Parco Flora di Cervarezza (c).
[=]BR(O): S. Valentino, 270 m; Rio Campovecchio, 325 m; Primaore, 850 e 915 m; Bismantova, 800 m; Ca' Budriotto, 750 m.
Considerata ibrido naturale stabilizzato tra Q. cerris e Q. suber, si trova peraltro quasi sempre in individui isolati (a volte gruppetti di 2-3); inoltre nel Reggiano e in Emilia Q. suber non è presente.
In ALBF, 267: carta della distribuzione regionale.
Quercus ilex L. - Leccio
[StMed] Collina; Luoghi aridi
AL(O): M. Barazzone vers. sud (Giovanni Fontanesi, com. pers.). BR(O): Carnola, presso un masso isolato di Bismantova, 725 m; M. Barazzone vers. ovest, 575 m.
Sono queste le località più continentali conosciute in Emilia di questa Quercia sempreverde, simbolo del clima mediterraneo; la popolazione di M. Barazzone è costituita di pochissimi individui che tuttavia producono ghiande fertili.
Quercus petraea (Mattuschka) Liebl. - Rovere
[Eur] Pianura-Collina; Boschi
ALBR2, 220: Presso Ca' del Vento. CEF, 135: Bosco del Rio Lavacchiello. BR(O): Borzano, 150 m; Ca' del Vento, 450 m.
Quercus pubescens Willd. - Roverella
[Illir] Pianura-Collina; Boschi (pref. suoli calcarei)
[=] GIP1, 173: Villa Minozzo, Valle di Riarbero. PAS, 266: Vezzano, Mussina, Scandiano, Borzano, Speranza (Mattaiano). B3, 9: M. Rosso, Castellaro, Cerrè, Casale, Busana (carniole), diffusa. B4, 502: Rossena. AG, T: M. Corvo, M. Duro, M. Beleo, M. La Manna, Coste di Beleo, Vallone di Beleo. MRC1: Siepe dei Fontanili (Gattatico). IBC: Pietra di Bismantova. AL9, 221: Carù, M. Rosso, ecc.; molto diffusa e dominante nei quadranti meridionali. TMR1, T: Pietra di Bismantova. CEF, 147: Risorgive di Fontane Madonna (Gattatico). BR1, 6: Parco Flora di Cervarezza. AL11: media valle dell'Enza (invaso di Vetto). MR: Torr. Campola Fosso Faieto.
[Q. robur] HCC: Dinazzano, Casalgrande, Castellarano, Ventoso, Mattajano, Ca' del Vento, Cavazzone, Montericco, Albinea, Vara, Ca' del Lupo, Mucciatella, Piubello, Monte Biliano, Bergonzano, Madonna della Battaglia, Monte Pezzola, ecc., e in regioni più elevate è frammista al Castagno, come a Paullo, Casina, Viano, Toano, Baiso, Valestra, Carpineti, ecc.
[Q. robur var. lanuginosa] CAS1, 47. CAS3, 19: Chiozza, Casalgrande, Quattro Castella.
Quercus robur L. - Farnia
[Eur] Pianura-Collina; Boschi (pref. suoli umidi)
[=] GIP1, 173: Rubiera. MRC1: Siepe dei Fontanili di Gattatico, Quercia della Bertana, Siepe Fontane del Passarinaro, ecc. CEF, 136: Risorgive di Fontane Madonna; 145: Fonti del Passarinaro; 147: Risorgive di Fontane Madonna. MRC2, 33: Presso i Laghi del Monte. FIA(O): Casse d'espansione del Secchia.
[Q. pedunculata] CAS1, 47: Montericco, Piubello, ecc. (CrCas).CR: fontanili.
[?=] M1: Ventoso. CAS1, 47: Boschi di una certa estensione si ritrovano ancora a Villa Argine, Massenzatico, ecc.
Le segnalazioni di CAS1 sono per massima parte da ascrivere a Q. pubescens (a sua volta confusa con la Rovere).