Rocce e minerali
LE RACCOLTE PETROGRAFICHE E MINERALOGICHE
La prima citazione bibliografica delle
collezioni dell’Istituto “Romagnosi” ci
viene dal prof. Michele Del Lupo che nel novembre del 1883
assunse presso lo stesso istituto (allora denominato Regio
Istituto Tecnico) la cattedra di scienze e la direzione del
Gabinetto di Storia Naturale.
La collezione riuniva rocce,
minerali, fossili, animali e piante che però si trovavano
in stato di abbandono.
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Due anni dopo il materiale
era già riordinato
e l’insegnate diede alle stampe un primo inventario relativo
alla geologia; riproponendosi di riordinare in seguito anche
le collezioni faunistiche e floristiche. Nel 1889, la cattedra
passò a Giacomo Trabucco il quale osservò che il
Gabinetto di Storia Naturale, “considerato tra i migliori
delle scuole secondarie”, mancava di parecchie collezioni
locali e specialmente di quella delle rocce della provincia.
Cominciò così a effettuare delle escursioni nelle
valli del Piacentino raccogliendo i tipi caratteristici della
petrografia locale. Riunì inoltre un gran numero di fossili
dei terreni pliocenici della Val d’Arda e della Val Chiavenna.
Questa collezione locale, descritta dallo stesso Trabucco in
due pubblicazioni del 1890, oggi è conservata in museo
e comprende 380 rocce differenti provenienti dai terreni alloctoni
e autoctoni dell’Appennino e della pianura, fino al Po. |
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