Botanica
GLI ERBARI E LA “FLORA
ITALIA SUPERIORIS” DEL 1820
Nella sezione di Botanica del Museo spicca
per importanza storica la “Flora Italia Superioris”.
La raccolta, datata attorno all’anno 1820, consiste
in una collezione di 1.253 “essiccata” in ottimo
stato di conservazione, raggruppati in 14 cartelle. L’erbario
si configura più come un repertorio didattico che
non un erbario inteso in senso stretto.
Le numerose specie raccolte forniscono però utili
indicazioni sulla storia recente della flora locale. Particolarmente
curata la rappresentatività delle diverse categorie
sistematiche relativamente alle Fanerofite: 1218 specie raggruppate
in 553 generi e 101 famiglie, rispecchianti abbastanza fedelmente
la situazione floristica dell’Italia Settentrionale.
Di concezione più moderna l’erbario “A.
Poli: consta di 1.153 esemplari di Fanerofite quasi tutte
spontanee. A differenza del precedente, l’erbario è più simile
ad un repertorio floristico inteso in senso moderno dove
buona parte delle specie sono rappresentate con diversi
esemplari raccolti in numerose stazioni (i luoghi di raccolta
sono distribuiti in diverse aree dell’Italia, della
Francia e del Tirolo e sono rappresentativi dell’areale
mediterraneo).
A questo vanno aggiunti gli erbari “Parmigiani” e “Pavesi” e
quello dell’Istituto di Botanica della Facoltà di Agraria
dell’Università Cattolica di Piacenza. Sia il Parmigiani
che il Pavesi sono stati importanti studiosi della flora del Piacentino.
Tra le loro pubblicazioni più importanti vanno ricordate “Flora
alluvionale della Trebbia e della Nure” (1919) ed “Elenco
di piante dell’Alto Appennino Pavese" (1906) del Pavesi e
due “Aggiunte alla Flora Piacentina del Prof. Bracciforti (1946
e 1958)” del Parmigiani.
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